| Poi
è arrivata la magnifica prestazione nel
GP d'Italia al Mugello: sulla pista di casa ho dimostrato di non essere
una schiappa e ho duellato con Melandri sul filo dei centesimi a caccia
della vittoria, mancata d'un soffio a causa della sportellata che il Batta
(alias Franco Battaini) ha pensato bene di rifilarmi ad un giro e mezzo
dalla bandiera a scacchi. La seconda piazza ha comunque soddisfatto me
ed i miei fans, come sempre numerosi sulle
colline del circuito toscano.
A questo punto pensavo che
la stagione potesse prendere una piega positiva ed invece è accaduto
tutto il contrario. A Barcellona sono caduto, mentre nei GP d'Olanda e
di Gran Bretagna ho raccolto un settimo ed un tredicesimo posto. Ho ripreso
a fare qualche buon risultato dalla gara del Sachsenring (5°), poi
nei GP della Rep. Ceca e all'Estoril, dove ho chiuso rispettivamente in
settima e quinta
posizione. La lunga trasferta oltreoceanica mi ha visto ritirato a Rio,
9° nel GP del Pacifico, tredicesimo a Sepang in Malesia (per la non
corretta pressione delle gomme) e ancora a secco di punti in Australia,
a causa di un grippaggio. Nell'ultimo appuntamento mondiale, a Valencia,
ho agguantato la quinta posizione, che però non mi ha permesso
di migliorare l'ottavo posto in classifica del 2001, per un solo punto.
Ma il fondo credo di averlo toccato nella stagione 2003. Per la seconda
volta nella mia carriera mondiale ho avuto il coraggio di tornare indietro,
passando dalla classe 250 alla 125. Quando venni contattato dalla KTM
per diventare il loro pilota ufficiale assieme al fresco campione del
mondo Arnaud Vincent, beh, mi dicevo che finalmente dopo tanti anni una
grande casa costruttrice mi stava dando quest'opportunità. Ho creduto
fin dal primo giorno nel progetto, ma i risultati dell'annata sono stati
veramente scarsi e mi hanno molto deluso. I migliori piazzamenti sono
stati i due decimi posti di Barcellona e Sepang, che ho ottenuto faticando
non poco: il resto è da dimenticare.
Potevo rimanere a piedi, ma grazie all'intervento di Lucio Cecchinello
mi sono potuto presentare al via della stagione 2004 di nuovo in sella
al mio vecchio amore motociclistico, quell'Aprilia 125 che mi permise
di vincere il mondiale nel 2000. Sin dalla gara d'esordio in quel di Welkom,
sede del GP del Sudafrica, ho potuto dimostrare il mio potenziale, ancora
alto, e solo il futuro campione del mondo Andrea Dovizioso è riuscito
nell'impresa di battermi sul filo di lana, dopo che avevo dominato la
corsa. Così il campionato è proseguito sulla nostra lotta
e sotto il diluvio a Jerez in Spagna
ho concluso all'ottavo posto, per tornare sul secondo gradino del podio
a Le Mans, gara fotocopia di Welkom. Dopo il GP di Francia è arrivata
la fantastica vittoria sul circuito di casa al Mugello. A quattro anni
dalla mia ultima affermazione, quella che mi diede il titolo mondiale
a Motegi in Giappone, il diavoletto d ella
classe 125 era tornato e grazie a questa affermazione portavo a tre le
mie vittorie nel GP d'Italia! Poi Barcellona, dove finivo a terra mentre
occupavo la seconda posizione e Assen in Olanda, gara che mi vedeva tagliare
il traguardo proprio al secondo posto. Seguivano il quarto posto di Rio
nel GP del Brasile e la mia se conda
affermazione dell'anno, sul circuito del Sachsenring in Germania, dove
mi rendevo protagonista di una incredibile rimonta dal dodicesimo al primo
posto. Donington non mi ha portato fortuna, come al solito, e la caduta
rimediata quando ero in terza posizione a pochi giri dalla fine ha allungato
il divario in classifica dal leader Dovizioso. A Brno ho ripreso a far
punti, finendo terzo dopo esser transitato al primo giro in trentesima
posizione, mentre in Portogallo ho concluso al nono posto, dopo un dritto.
A
Motegi nel GP del Giappone ho provato in tutti i modi a contendere la
vittoria a Dovizioso, ma mi è andata male e sono scivolato a poche
curve dal traguardo. Le cose sono andate anche peggio in Qatar, dove problemi
meccanici mi hanno attardato, facendomi finire fuori
dalla zona punti. A Sepang in Malesia ho portato a casa un buon quarto
posto, proprio mentre Dovizioso si consacrava meritatamente campione del
mondo. In Australia invece coglievo la diciassettesima pole position della
mia carriera: l'ultima era datata quattro anni prima sempre sul tracciato
di Phillip Island. In gara però non andavo oltre l'ennesima quarta
piazza e l'ultimo appuntamento dell'anno a Valencia valeva per
il secondo posto iridato. Mi è andata male, perchè con il
sesto posto e la contemporanea vittoria di Barbera non ho potuto difendere
la posizione.
Sono contento lo stesso: dopo il successo mondiale del 2000 il terzo posto
del 2004, con due vittorie, una pole position e cinque partenze in prima
fila. Niente male, per un vecchietto come me! A
fine stagione ho dovuto abbandonare la classe 125, in quanto il nuovo
regolamento introdotto dagli organizzatori del mondiale impediva di fatto
agli under 28 di schierarsi al via della ottavo di litro. Così,
per forza di cose, sono stato catapultato nuovamente nella classe 250,
sempre con la squadra di Lucio Cecchinello. Purtroppo ho capito subito
che l'annata sarebbe stata piena di difficoltà, ma non credevo
che avrei sofferto tanto, nonostante il campionato in questione presentasse
un entry-list da paura, con i vari Pedrosa, De Puniet, Porto, Stoner,
Dovizioso, Barbera, Lorenzo e via discorrendo ai nastri di partenza.
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Continua...
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